Tra Pinocchio e Amelie: il favoloso mondo di Hugo Cabret

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Smaltita la sbornia di Stoker, il pomeriggio mi ha regalato un viaggio memorabile attraverso il fantastico mondo di Hugo Cabret!

Scorsese ha dipinto un sogno, una favola la cui morale arriva dritta al cuore attraverso le parole di un bambino: “ogni macchina contiene il numero esatto di pezzi che le occorrono per funzionare, non uno in più non uno in meno, altrimenti non sarebbe in grado di svolgere le funzioni per le quali è stata costruita”. Allo stesso modo Hugo dice che anche il mondo, in un certo senso, è una macchina perfetta per cui se noi siamo al mondo è perché abbiamo una funzione da svolgere per tenere il mondo macchina in perfetto equilibrio, una missione da portare a termine, un ruolo ben preciso.

Quale più saggio insegnamento di questo un artista come Scorsese può veicolare, a grandi e piccoli, attraverso un film che è la metafora della vita stessa? Non smettere mai di sognare.

Non a caso l’ambientazione è la Parigi che scopre il cinematografo come rappresentazione artistica. E rifiuta il realismo che uccide il sogno, la creatività.

Il concetto è ben espresso dalla parabola del personaggio di George Meliès, un tempo acclamato mago, poi riconosciuto quale genio assoluto della cinematografia più creativa e alternativa. La grande guerra distrugge i sogni, la realtà cupa e dolorosa avvolge come un manto oscuro il mondo che perde interesse per l’arte colorata e allegra di Meliès.

Colui che fu un grande regista perde la voglia di sognare e di vivere, distrugge, o almeno tenta di farlo, ogni traccia del suo passato artistico e si rifugia in una piccola bottega di giocattoli all’interno della stazione: il meccanismo creativo va in frantumi, Meliès è diventato un’ombra tra tante.

Solo il piccolo orfano Hugo riesce a trovare il modo di “aggiustare” il vecchio Meliès, gli mostra una realtà diversa, ancora colorata, di nuovo allegra e piena di speranza.

Meraviglioso, colorato, dolcissimo ed istruttivo. Il ritmo è incalzante, i marchingegni per il tempo sconosciuti lasciano anche lo spettatore moderno a bocca aperta, ci si immedesima facilmente.

Un insight creativo puro, pulito, ingenuo e sofisticato allo stesso tempo.

Un capolavoro, almeno per me!

Buona visione!

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