Un regalo per Simona: la Burrida.

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La mia amica Simona ne va matta, e devo dire che la Burrida è uno di quei piatti che mi viene davvero bene. Sono riuscita a farla mangiare anche a persone che diffidavano e a persone veramente fissate con la linea.

E hanno sempre tutti gradito moltissimo fregandosene, per una volta, delle calorie e delle proprietà nutrizionali.

A questo antipasto tipico della cucina marinara di Cagliari non manca nulla, né le calorie né le proprietà nutrizionali!

Primo avvertimento: non vi venga nemmeno lontanamente in testa di prepararla all’ultimo momento! Necessita di almeno 2/3 giorni di riposo…allora si ne apprezzerete tutto il gusto.

Quindi oggi leggete la ricetta, la metabolizzate, lunedì chiamate gli amici e li invitate a cena per sabato prossimo. Giovedì mattina andate al mercato e comprate, per 4/6 persone, dipende dall’appetito:

2 chili di gattucci (è un pesce della famiglia dello squalo ma piccolino), chiedete al pescivendolo di pulirlo (in genere lo fanno senza chiederlo, e di mettere da parte i fegatini che ci serviranno separatamente;

1 cipolla

1 spicchio d’aglio

1 mazzetto di prezzemolo

200 grammi di noci sgusciate

almeno 15 foglie di alloro fresco e profumato

sale

1/2 litro di olio extra vergine

1 litro di aceto di vino bianco

Bene. La spesa è fatta, ora ci mettiamo all’opera.

Prendiamo una pentola e la riempiamo con 1 litro d’acqua, 1/2 litro d’aceto, 2 cucchiaini di sale e qualche foglia d’alloro.

La mettiamo sul fornello. Intanto che l’acqua si scalda, prendiamo i pesci e li tagliamo a tocchetti più o meno regolari. Sciacquiamo sotto l’acqua corrente e buttiamo in pentola. Appena l’acqua arriva ad ebollizione buttiamo dentro anche i fegatini che abbiamo messo da parte.

Calcoliamo non più di 10 minuti perché il pesce è delicato e deve essere ben cotto ma sodo e i fegatini dobbiamo ripescarli dalla pentola cotti ma non in poltiglia, capito?

Proseguiamo…

Mettiamo in un piatto i tocchetti di pesce e li facciamo raffreddare.

Trasferiamo i fegatini all’interno del mixer. Aggiungiamo prezzemolo, lo spicchio d’aglio, la cipolla, le noci e un filo d’olio. Frulliamo bene, dobbiamo ottenere una crema densa e sostenuta. I pezzetti di noce devono sentirsi in bocca, non dobbiamo polverizzarli.

Fatto questo prendiamo un pentolino capiente a bordi alti. Mettiamo la crema, un bicchiere da 20 cc d’olio e 40 cc d’aceto. Portiamo ad ebollizione e facciamo rapprendere ma non troppo, giusto due minuti. Deve rimanere abbastanza liquido, teniamo conto che dobbiamo condire tutto quel pesce che ci attende sul piatto, e dobbiamo condirlo abbondantemente.

Ora prendiamo i gattucci e ne disponiamo uno strato su una pirofila, un tocchetto di fianco all’altro come se dovessimo fare una parmigiana per capirci. Copriamo con la salsa, un filo d’olio e qualche foglia d’alloro. Facciamo un secondo strato e copriamo con la restante salsa, altro olio e altro alloro. Procediamo così fino ad esaurimento degli ingredienti e copriamo la pirofila con la pellicola. Riponiamo in frigorifero e, finalmente, ci possiamo andare a stravaccare sul divano…tanto gli ospiti arrivano sabato, oggi è solo giovedì e la cena è servita!

Che vino bere con la burrida…bè, gli intenditori direbbero un vermentino…io non sono un’amante del vermentino…io adoro il Torbato, ha un sapore pieno, secco, ricco, fruttato e deciso…quello Sella & Mosca, Terre Bianche o Torbato Brut…ditemi quello che volete ma è la morte sua 😉

Buon appetito!

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2 pensieri su “Un regalo per Simona: la Burrida.

  1. Ebbene si! Credo che la Simona in questione sia io!! Ah ah ah inutile descrivere la mia faccia attonita e divertita nel leggere questo post!!! Ma niente è più vero di quanto detto adoro la burrida e quella cucinata da Maena credo sia la più buona mai mangiata! Calorie? Sensi di colpa? Non sono contemplati nel mio dizionario quando la questione tratta di burrida!! Bando ai rimorsi, un bel calice ghiacciato di Torbato e pancia mia fatti capanna!!! Maaah a proposito Mae… Per quando apparecchio???😜

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