La pizza del sabato parte seconda.

Buongiorno a tutti! E buona domenica!

Bè, insomma, buona mica tanto. Qui piove, mi sa che l’estate è andata via sul serio, mannaggia.

Ma noi il sole ce l’abbiamo dentro, non ce ne può fregar de meno del clima, no? 😉

In primo luogo, chiedo venia per non aver scritto ieri per fornire le istruzioni sulla stesura e condimento e cottura della nostra pizza ma è stata una giornatina piuttosto convulsa.

La mattinata, che doveva essere dedicata al lavoro, si è rivelata un’inutile perdita di tempo e denaro. Mi sto cimentando nella nobile arte della rappresentanza. Niente di più divertente a patto che le persone con cui hai a che fare siano, non dico simpatiche quanto me che sono fighissima ;), ma almeno corrette. Giusto? Quando la correttezza manca e ci si trova ad aspettare per ore sotto il sole cocente qualcuno che, non solo non avvisa, ma nemmeno risponde al telefono…cacchio, ti scatta la viulenza!

Il pomeriggio visita medica specialistica e, a seguire, visita di rito agli amici che hanno appena colto da sotto il cavolo una ranocchietta bellissima di nome Giorgia!

Tra la mattinata e la visita medica, ho pranzato velocemente e, per fortuna, mi sono ricordata di togliere dal frigo i miei impasti! Per fortuna che le donne, anche la scienza l’ha confermato, sono multitasking, ovvero hanno la capacità intellettiva di fare più cose contemporaneamente. Io, modestamente, questa cosa la sapevo già, non è che avessi bisogno di una conferma scientifica. E’ una vita che faccio contemporaneamente la lavatrice e il pranzo e pulisco il bagno mentre, con il telefono nell’orecchio destro, concordo con i miei committenti qualche particolare di un evento, o prendo accordi per un catering, o cerco di calmare un cliente inalberato.

Tuttavia, almeno adesso, il mio compagno ha qualche dato concreto che lo aiuti a capire il perché della mia follia scalpitante!

Torniamo a bomba. Varcata la soglia di casa alle ore 21:00, la prima operazione senza passare dal via, ACCENDERE IL FORNO. Seconda operazione, lavarsi le mani e indossare il sexy grembiule. Acchiappo con l’agilità di una pantera affamata teglie e carta da forno. Rivesto le mie teglie per benino. In un altro pezzetto di carta da forno rovescio una montagnetta di farina e, delicatamente e con l’aiuto di un cucchiaio, faccio scivolare il primo impasto, quello “normale”. Lo impano a mò di polpetta gigante, non faccio né pieghe né ulteriori movimenti. Lo raccolgo con entrambe le mani, lo scuoto dalla farina in eccesso, lo porto sulla teglia e, usando solo i polpastrelli lo allargo piano piano. E’ morbidissimo quindi non ci si impiega nulla a farlo diventare un copriletto! A me la pizza piace alta e morbidosa quindi non la stendo troppo.

Questa la condisco con gruviera, fontina, mozzarella…bianca…bè, doveva essere ai 4 formaggi ma non ho fatto in tempo ad andare a comprare il gorgonzola quindi è ai 3 formaggi! Un filo d’olio e via in forno. 20 minuti. Pronta!

In quei 20 minuti, preparo l’altra, quella integrale. Stesso procedimento di prima. Rovescio, impano, stendo. La farina integrale, per quanto ben lievitata, non darà mai un risultato alveolato come l’impasto di Manitoba. Ma vi assicuro che il profumo di questo panetto è eccezionale.

Condisco la pizza integrale con uno strato bello abbondante di pesto, sopra passata di pomodoro, sale e mozzarella, una spolverata di grana e olio piccante. In quest’ordine esatto.

La prima pizza è pronta per dare il cambio alla seconda e io, per non smentirmi mai, sapete cosa faccio nel frattempo? Doccia, mi strucco, cremina sul viso per rallentare i segni dello stress cosmico di questa giornata interminabile, tutina e giacchina che l’umidità è tangibile. Esco dal bagno naturalmente già sudata per la corsa che ho fatto e la pizza e pronta!

Rotella alla mano, taglio le pizze, stappo la birra e via. Naturalmente a casa nostra la pizza si mangia sul divano con le mani!

Secondo voi che film ho visto ieri sera?

Kung fu Panda! Poi ho provato a vederne un altro da potervi raccontare ma, a dire il vero, mi sono addormentata come un sasso sul divano…:(

Vabbè multitasking ma, insomma, le pile vanno ricaricate…

Ciao ciao! xxx

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3 pensieri su “La pizza del sabato parte seconda.

  1. Allora.. Condivido appieno che il sabato senza la pizza è come una piega senza la piastra!! La seconda completa la prima, sono dipendenti!! O come una festa senza il dolce! Ma dove si è visto!! Anche per me sabato=pizza significa sbrago completo sul divano e magari anche sbrodolo sulla maglia! Tanto siamo a casa che ce frega!! E anche la femminilità in questi casi si fa un po’ benedire!! Quindi birra ghiacciata e vai!!! Buon sabato pizzato a tutti!

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