Ravioli di cavoli in salsa di burro ed erborinato di pecora Brebiblù Argiolas.

Ravioli

Ieri mi sono svegliata con una voglia incredibile di ravioli! Pensa pensa che ti ripensa, ho deciso che era arrivato il momento, anche per me, di cimentarmi nella preparazione casalinga dei ravioli. Insomma, perchè avrei dovuto accontentarmi di acquistarli già pronti? Sono o non sono una foodblogger? E che diamine!

Via al trucco e parrucco e, bella come il sole, esco in missione alla ricerca degli ingredienti perfetti: uova, spinaci e ricotta freschi!

Fiondo a casa della mia pusher Maria Efisia e faccio man bassa delle migliori verdure del mondo: zucca, lattuga, radicchio, sedano, cavoli romani e cavolfiore, cicoria, ceci, peperoncini, uova fresche ma, ahimè, niente spinaci…La disperazione stava per prendere in sopravvento…quando, ad un certo punto, EUREKA!

Perchè mai i ravioli non potrebbero essere ripieni di cavoli? Qualcuno o qualcosa potrebbe impedirlo? Absolutely not!

E dunque si può anche saltare la ricotta 😉

Nel pomeriggio apro il cantiere! Fare la pasta non è un problema, l’ho già fatta altre volte, ho imparato a lezione da Luigi Pomata. E il concetto è semplice: impasto idratato al 60%. L’unica difficoltà è la stesura perchè io non ho la macchinetta, perciò devo stendere col mattarello e, vi assicuro, non è cosa semplice, anzi. Nella macchina si imposta lo spessore, a mano bisogna, invece, esercitarsi parecchio prima di azzeccarlo e non combinare casini! Ma io sono una donna combattiva e non mi lascio intimidire 😉

In una terrina peso:

150 grammi di farina 0

150 grammi di semolato rimacinato

50 grammi di uova intere fresche (1 uovo medio)

125 grammi di acqua

5 grammi di olio evo

1 pizzico di sale

Mescolo con un cucchiaio e ribalto sul tavolo da lavoro. Impasto bene fino a formare una palla liscia e compatta. Impacchetto l’impasto e metto in frigo.

A questo punto metto 1 cavolo romano da 1/2 chilo circa (quello verde smeraldo che pare un’opera gotica da far invidia al Duomo di Milano con tutte le sue guglie che si stagliano verso l’alto!) a bollire in acqua salata.

Dopo circa mezz’ora lo scolo, lo schiaccio bene con una forchetta, lo condisco con olio e parmigiano. Mescolo bene e lascio la purea a raffreddare.

Riprendo la pasta e comincio a stendere, sul piano da lavoro cosparso di semola, tanti rettangoli belli sottili sottili.

Con un cucchiaino da caffè porziono la purea e ne dispongo tante palline una di fianco all’altra, distanziandole di circa 2 cm, sul primo rettangolo. Spennello tutti i bordi esterni ed interni con un pò d’acqua. Copro col secondo rettangolo di pasta e schiaccio bene con le dita per sigillare i ripieni. Con una tazzina da caffè tonda ricavo i singoli ravioli, ne sigillo ancora meglio i bordi premendoli con i polpastrelli. Ripongo i ravioli su un vassoio rivestito di carta forno spolverato di semola. Procedo così fino ad esaurimento della cuoca degli ingredienti.

Terminato il confezionamento metto in frigo e comincio a pensare a come condire quelle piccole opere d’arte che mi erano costate tanta fatica!

Consulto qualche ricetta e anche qualche amica e alla fine mi illumino! Una delicata ma saporita salsa al burro fuso ed erborinato di pecora, quello buonissimo che ho acquistato allo spaccio del caseificio Argiolas! Siiii! Ottima idea Mae! Qualche foglia di alloro della mia pianta a decorare e, soprattutto, profumare il piatto, e il gioco è fatto! In dieci minuti questo è il risultato!

Devo dire che sono davvero orgogliosa! Buonissimi! Un applauso alla cuoca!

Grazie, grazie 😉

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