Scirarindi: cibo ad arte e il ruolo della foodblogger.

scirarindi locandina

 

Buongiorno a tutti! E buon inizio settimana!

Sono qui oggi, dopo qualche giorno di assenza, a raccontarvi della bellissima esperienza che ho vissuto ieri alla fiera di Cagliari nel corso della manifestazione Scirarindi.

Come ricorderete, a Settembre, ho avuto l’onore di partecipare al MedDiet Camp e lì, oltre al folto gruppo di meravigliose foodblogger provenienti da tutta Italia, ho avuto il piacere di conoscere Alessandra Guigoni, antropologa del cibo dell’Università di Cagliari, donna e mamma di uno spessore culturale invidiabile. Da lei è partita l’idea di un mio coinvolgimento all’evento per lo sviluppo di un’idea che mi ha subito incuriosita: il laboratorio Cibo ad Arte il cui scopo era dimostrare che, esattamente come il cibo è rappresentato nelle opere artistiche, così pure il cibo stesso si trasforma in un’opera d’arte esso stesso. E questo è tanto più vero se si osservano i prodotti di alta pasticceria sarda, soprattutto quelli confezionati, storicamente, per la celebrazione dei matrimoni: pastine, candelaus, torte di mandorla glassate, gattò o croccanti di mandorle: i dolci sono vere e proprie tavolozze su cui l’artista pasticcere dipinge con la ghiaccia reale utilizzando e reinterpretando i soggetti tipici dell’arte sarda, pavoncelle, fiori, spirali, il sole e i suoi raggi che riscaldano e nutrono la madre terra. I gattò nuziali sono vere e proprie opere architettoniche: palazzi e altari con colonne e sviluppati in altezza su più piani, pesanti anche decine di chili, al naturale o decorati, addirittura glassati di bianco.

La sfida che Alessandra mi ha lanciato era di trovare un’artista che riuscisse a replicare questa forma d’arte sul corpo umano utilizzando la tecnica del body painting. E io l’ho trovata! Una mia vecchia compagna di scuola e amica, Manuela Sanna, esperta make up artist e mirabile cuoca e pasticcera. E il risultato è stato che la modella ha rischiato davvero di essere scambiata per una pastina e addentata dal pubblico che si avvicinava incuriosito e incredulo!

Manuela e Giulia

Queste le foto passo passo:

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Dopo questo però, Alessandra mi ha anche riservato un bello scherzetto! Un intervento sul foodblogging nell’ambito della conferenza sulle Vie del Latte dedicata alla discussione sulle aziende del comparto lattiero caseario d’eccellenza: erano presenti uomini e donne che, ogni giorno, dedicano la loro vita alla realizzazione di prodotti caseari eccellenti, innovativi e differenziati. Sfidano il mercato e i consumatori con idee che trasformano in formaggi di una qualità superiore attraverso la riscoperta delle tradizioni pastorali sarde integrate sapientemente con le nuove tecnologie che consentono di produrre vecchie e nuove ricette senza lattosio, con omega 3, con caglio vegetale per poter penetrare i mercati esteri di religione musulmana o ebraica. Uomini e donne che affondano le loro radici nella tradizione agro pastorale ma che hanno una visione e, attraverso l’impegno, l’alta formazione, la passione, la dedizione e la scienza, esportano la Sardegna più autentica: Giovanni Busia della fattoria Su Grabiolu, Argiolas formaggi, Michele Cuscusa, Giovanni Agostino Curreli di Erkiles, Marco Deidda, Monica Saba.

Ed io sono intervenuta per diffondere il messaggio che è emerso anche dal confronto al MedDiet:

“Care aziende, noi foodblogger non vogliamo prodotti in cambio di recensioni! Continuate ad utilizzare il marketing per vendere e i giornalisti per divulgare le notizie che riguardano la vostra vita aziendale. Fatelo bene e affidatevi a professionisti. A noi dedicate occasioni ed esperienze di crescita culturale e condivisione, laboratori, anche contest ma soprattutto momenti di dialogo: saremo noi a diffondere, spontaneamente e gratuitamente, la bontà dei vostri prodotti utilizzandoli nelle nostre ricette se sarete in grado di mantenere la promessa dell’alta qualità che comunicate attraverso i vostri strumenti di comunicazione istituzionali!”

In chiusura Ricette di Sardegna: Alioska Mancosu, fondatore dell’ormai mitica pagina facebook che ha unito, sotto la bandiera dell’enogastronomia sarda, quasi 160.000 appassionati foodies, ha lanciato un messaggio importante sul ruolo centrale che i cibi di qualità sardi giocano nel complesso sistema di sviluppo del marketing turistico isolano. Perchè il turista va alla ricerca di esperienze multisensoriali: vuole assaggiare i prodotti genuini della nostra terra ma vuole farlo sedendo alla tavola delle persone meravigliose che li producono, vuole poterli guardare dritti negli occhi e vederli lavorare, vuole calarsi nella quotidianità. E per aver capito tutto questo, e averlo tradotto in un progetto web di successo indiscusso, Alioska sarà presente al BTO di Firenze il 4 Dicembre dove Ricette di Sardegna sarà presentato come case history di successo dell’anno.

Grazie Alessandra Guigoni, grazie a Scirarindi per il messaggio positivo e grazie a tutti voi che mi leggete!

Baci 🙂

 

 

4 pensieri su “Scirarindi: cibo ad arte e il ruolo della foodblogger.

  1. ciao maena io ringrazio te per aver posto la tua fiducia in me, devo dire che inizialmente ero un po’ spaventata perchè per me era una cosa nuova
    dipingere con la glassa una modella, ma dopo aver fatto un po’ di prove con la tua collaborazione mi sono rassicurata. grazie per la bellissima esperianza in generale anche perchè ho appreso cose di un “mondo” di cui nn sapevo nulla!

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